Conto Termico 2024: cos’è e come funziona

Il Conto Termico è un incentivo economico introdotto dal governo italiano con l’obiettivo di promuovere la transizione verso soluzioni di riscaldamento più sostenibili. Il suo focus principale è sull’efficienza energetica e sull’adozione di tecnologie che utilizzano fonti di energia rinnovabile per il riscaldamento degli edifici. Ma come funziona concretamente e come fare per ottenerlo?

Conto Termico cos'è e come funziona

In questo articolo esploreremo a fondo cos’è e come funziona il Conto Termico, analizzando i benefici che offre a chi decide di investire in soluzioni energetiche all’avanguardia. Dalla riduzione delle bollette energetiche alla promozione di un ambiente più pulito, il Conto Termico si presenta come uno strumento chiave nella trasformazione del nostro modo di produrre e utilizzare l’energia termica.

Cos’è il Conto Termico

Il Conto Termico è un programma di incentivazione finanziaria erogato direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici)  che supporta interventi volti a migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’adozione di fonti di energia rinnovabile nel settore del riscaldamento degli edifici. Il suo obiettivo principale è incentivare l’adozione di tecnologie più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale delle attività di riscaldamento e promuovendo un consumo energetico più efficiente.

Non è una detrazione fiscale ma un incentivo diretto, ovvero un vero e proprio contributo in denaro, che si concentra sull’adozione di soluzioni che migliorano l’efficienza energetica degli edifici, e perciò favorisce l’installazione di impianti di riscaldamento basati su tecnologie rinnovabili: include quindi anche l’acquisto di sistemi di riscaldamento a biomassa come termocamini, caldaie e stufe a pellet.

I benefici: quanto si recupera con il Conto Termico?

Il Conto Termico offre una serie di benefici economici e ambientali, incentivando l’adozione di tecnologie sostenibili nel settore del riscaldamento. Ecco una panoramica dei principali vantaggi:

Vantaggi economici del Conto Termico

Il vantaggio economico principale del Conto Termico consiste nel rimborso delle spese sostenute per l’installazione di impianti basati su fonti rinnovabili o per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.

Il Conto termico porta anche vantaggi ambientali

Obiettivo primario del Conto Termico è incentivare il passaggio a fonti di energia rinnovabile e migliorare così l’efficienza energetica degli edifici. Questa scelta contribuisce direttamente alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’impatto ambientale complessivo del riscaldamento domestico o industriale. L’investimento in tecnologie sostenibili promosso dal Conto Termico supporta la gestione responsabile delle risorse e promuove un approccio più sostenibile all’utilizzo dell’energia termica.

Le percentuali di rimborso del Conto Termico

La percentuale di rimborso del Conto Termico è fino a un massimo del 65% della spesa sostenuta per la sostituzione di impianti tradizionali con sistemi a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.

 

In aggiunta, il programma è cumulabile con altri bandi regionali , all’interno dei contesti precedentemente menzionati. Nel caso la richiesta venga effettuata da cittadini o aziende di Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, è possibile cumulare il Conto Termico con incentivi regionali, arrivando a una percentuale di rimborso del 100% per i privati e del 65% per le imprese.

Calcolo del Conto Termico e delle fasce climatiche

L’incentivo dipende dalla potenza nominale (kW) e dalle emissioni del prodotto o della soluzione installata, e dalle ore di funzionamento calcolate in media in base alla fascia climatica (A, B, C, D, E, F) del luogo dove viene effettuato l’intervento.
Le zone climatiche sono state introdotte con il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412. In questo Decreto, l’Italia è suddivisa in sei zone climatiche, definite in base ai gradi-giorno a cui appartengono tutti i capoluoghi di provincia e ogni comune appartenente alla singola provincia.

 

È facile quindi comprendere che un prodotto ad alto rendimento e con bassi livelli di emissioni in atmosfera, come le stufe a pellet, installato in una zona climatica particolarmente fredda, otterrà un contributo più alto rispetto a un prodotto con performance inferiori e installato in un’area più calda.

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Chi può beneficiare del Conto Termico nel 2024? Soggetti ammissibili

Il Conto Termico è rivolto sia ai privati, quindi persone fisiche, ma anche imprese e condomini, sia alle Pubbliche Amministrazioni, che intendono realizzare interventi finalizzati al risparmio energetico e all’uso di fonti rinnovabili. Giocando un ruolo cruciale nella transizione verso fonti di energia più sostenibili infatti, le strutture aziendali, indipendentemente dalla loro dimensione, e quelle pubbliche, come scuole, ospedali e edifici governativi, possono usufruire del Conto Termico per implementare sistemi di riscaldamento più sostenibili, tra cui le stufe a pellet.

Tipologie di interventi incentivati dal Conto Termico

Conto Termico per installazione di nuovi sistemi di riscaldamento a biomassa

La sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento invernale con l’installazione di nuovi sistemi alimentati a biomassa, gasolio, olio combustibile/carbone o GPL (questi solo per aziende agricole e forestali in aree non metanizzate) è una delle opzioni più agevolate dal Conto Termico. I sistemi di riscaldamento alimentati a biomassa infatti, come le stufe a pellet, offrono un riscaldamento efficiente e sostenibile. Un’azienda o un privato che decide di sostituire il suo vecchio impianto di riscaldamento con una stufa a pellet può beneficiare di incentivi economici diretti e di una significativa riduzione dei costi operativi a lungo termine.

 

Il nuovo sistema di riscaldamento deve riscaldare le stesse utenze del precedente generatore, mantenendo una potenza installata che non deve superare di oltre il 10% di quella dei vecchi sostituiti. Qualora si preveda un potenziamento, è necessario fornire una giustificazione adeguata attraverso la relazione di un professionista tecnico. Da notare che, per stufe e termocamini, la relazione tecnica non è richiesta per potenze post-operam fino a 15 kW.

Per quanto riguarda le caldaie, è obbligatorio dotare i corpi scaldanti ad alta temperatura di valvole termostatiche modulanti. Inoltre, bisogna installare un accumulatore (puffer) per le caldaie a legna (con almeno 55 litri per kilowatt), per quelle alimentate a cippato (con almeno 20 litri per kilowatt) e per quelle a pellet, in quest’ultimo caso in base al dimensionamento asseverato dal progettista.

 

Le caratteristiche che deve avere il nuovo sistema di riscaldamento variano in base al tipo di intervento. Nel caso di sostituzione di un generatore a biomassa esistente, il nuovo prodotto deve avere una certificazione ambientale a 4 stelle. Se l’intervento riguarda una nuova installazione (limitata esclusivamente a aziende agricole o forestali) o la sostituzione di un generatore diverso da quello a biomassa, è necessaria una certificazione a 5 stelle.

In ogni caso, devono essere rispettati i requisiti del Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2016, che prevede per le caldaie un rendimento termico utile non inferiore al 87%+log (Pn), mentre, per stufe e termocamini, il rendimento termico utile deve superare l’85%.

Requisiti per accedere al Conto Termico: un esempio pratico

Hai acquistato una stufa a pellet per sostituire il vecchio sistema di riscaldamento della tua casa o della tua azienda, che era alimentato a biomassa, gasolio, olio combustibile o carbone. Se la potenza della nuova stufa non supera del 10% la potenza del vecchio prodotto sostituito, allora possiedi tutti i requisiti necessari per godere dell’incentivo del Conto Termico, e riceverai un contributo che coprirà fino al 65% del totale del costo che hai sostenuto.

Come funziona il Conto Termico: la procedura per richiederlo

Fasce climatiche

Come richiedere il Conto Termico? La procedura si avvia presentando la domanda attraverso gli appositi moduli disponibili sul sito del GSE. Successivamente, è necessario avviare i lavori con professionisti qualificati, e alla fine dei lavori, presentare la documentazione di fine lavori al GSE. Approfondiamo le fasi chiave del procedimento:

Valutazione del progetto

Prima di iniziare l’intervento, è necessario effettuare una valutazione del progetto. In questa fase, sarà fondamentale verificare che gli interventi proposti siano conformi agli standard e ai requisiti stabiliti dal Conto Termico. È importante scattare delle foto alla centrale termica o al locale di installazione prima dell’intervento, con il generatore da sostituire presente e funzionante.

 

Inizio dei lavori e realizzazione dell’intervento

Una volta ottenuta l’approvazione, è possibile avviare i lavori e realizzare l’intervento. È importante assicurarsi che tali interventi siano eseguiti da professionisti qualificati, garantendo che rispettino gli standard richiesti per beneficiare del Conto Termico. Devono essere emesse fatture parlanti e, allo stesso modo, anche i bonifici di saldo devono essere tali e provenire dal conto corrente intestato al soggetto responsabile. L’intervento deve essere concluso entro 90 giorni dall’ultimo pagamento, non riferito alle spese professionali. È importante scattare delle foto dell’intervento eseguito e dei vari collegamenti all’impianto esistente realizzati.

È necessario infine richiedere all’installatore la dichiarazione di conformità dell’intervento, la compilazione del Libretto e l’accatastamento dell’impianto nel Catasto informatico regionale. Ricorda di conservare tutta la documentazione fino a 5 anni successivi dall’ultimo pagamento.

 

Presentazione della domanda: quando farla?

Dopo la conclusione l’intervento, si può procedere con la presentazione della domanda per il Conto Termico. La richiesta di concessione deve essere svolta attraverso il PortalTermico del GSE, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento.

Questa fase implica la compilazione di moduli specifici disponibili sul sito del GSE, dove occorrerà fornire dettagli sull’intervento programmato, inclusi i costi previsti e i dati relativi all’efficienza energetica.

 

Quali sono i documenti necessari per la richiesta del Conto Termico?

La documentazione necessaria include la domanda di partecipazione, la descrizione degli interventi, preventivi dettagliati, fatture e bonifici parlanti, dichiarazione di conformità, certificati degli interventi effettuati e documentazione di fine lavori.

Svolto questo passaggio, il GSE invierà la lettera di accettazione degli incentivi e il destinatario dovrà accettare a sua volta la scheda di contratto con il GSE.

Consigliamo di affidarsi a organizzazioni e tecnici esperti nella presentazione delle domande.

 

Erogazione del rimborso: procedura e termini di presentazione

Come avviene il rimborso? Sempre attraverso il GSE, che effettua i pagamenti sulla base delle spese effettivamente sostenute per l’intervento. Il processo di rimborso segue le seguenti tappe:

  • Verifica della documentazione: il GSE verifica la completezza e la correttezza della documentazione presentata.
  • Valutazione dei costi: viene effettuata una valutazione dei costi sostenuti per gli interventi, considerando anche l’efficienza energetica raggiunta.

 

Tempi e modalità di erogazione del contributo del Conto Termico

Una volta completate le fasi di verifica e valutazione, il GSE procede con l’erogazione del rimborso direttamente sul conto indicato dal richiedente.

Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione nel caso di un contributo minore o uguale a 5.000 €, mentre, se superiore ai 5.000 €, in due rate annuali in caso di potenze inferiori ai 35kw e in 5 rate annuali per potenze superiori ai 35kw. L’incentivo sarà erogato entro un periodo di due mesi a partire dalla data in cui il contratto viene attivato. Il pagamento della prima rata avverrà entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello del bimestre in cui cade la data di attivazione del contratto.

Altre risposte a domande frequenti sul Conto Termico

Cosa succede se non rispetto gli standard richiesti?

L’adesione al Conto Termico richiede il rispetto degli standard e dei requisiti stabiliti. In caso di non conformità, la richiesta può essere respinta o può comportare una riduzione degli incentivi.

 

Posso usufruire del Conto Termico per sostituire una caldaia a GPL?

La sostituzione dei generatori di calore a GPL è consentita esclusivamente per interventi svolti in aree non metanizzate e limitatamente alle aziende agricole. In aggiunta, il nuovo generatore installato deve rispettare un coefficiente premiante relativo alle emissioni di polveri, che deve essere pari al valore massimo consentito, ossia 1,5.

Conclusione

In conclusione, comprendere come funziona il Conto Termico rivela la sua importanza cruciale nella promozione dell’efficienza energetica e nella transizione verso fonti rinnovabili. Questo strumento non solo fornisce incentivi finanziari per migliorare gli impianti termici, ma anche per la produzione di energia da fonti sostenibili. La combinazione di benefici economici e ambientali rende il Conto Termico un elemento chiave nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Solo attraverso un impegno condiviso e una comprensione approfondita di come funziona il Conto Termico possiamo plasmare un futuro energetico più sostenibile e consapevole.

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4 commenti su “Conto Termico 2024: cos’è e come funziona
    1. Buongiorno Andrea,
      le pratiche richiedono una consulenza tecnica e professionale mirata. I clienti hanno la possibilità di affidarsi ai professionisti con cui collaborano i rivenditori oppure di selezionare autonomamente uno studio specializzato.

      Grazie per averci scritto,
      Team Cadel

    1. Per questo tipo di domanda, le consigliamo di contattare direttamente una rivendita specializzata nel prodotto. Noi possiamo fornirle informazioni riguardo ai prodotti presenti sul nostro sito.

      Grazie per averci scritto.
      Team Cadel

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